Come calcolare il prezzo giusto per la tua commissione di gestione
La commissione di gestione si calcola partendo dai tuoi costi reali per immobile, non copiando una percentuale letta altrove: si sommano i costi diretti, si aggiunge il margine che vuoi tenere, e solo alla fine si confronta il risultato con il minimo di mercato per capire dove ti posizioni. Il processo, non la percentuale finale, è quello che ti fa avere un prezzo sostenibile invece che un numero preso in prestito da un concorrente.
Perché "copia il 20%" non basta
In Commissione giusta per un property manager spiego perché il 20% più IVA sul lordo è la commissione minima con cui entrare nel mercato senza bruciare margine. Ma quel numero è un punto di riferimento di mercato, non il risultato di un calcolo sulla tua struttura di costi. Due gestori con lo stesso 20% possono avere margini molto diversi, perché uno ha costi di cluster più alti, o un tempo operativo che non ha mai messo in conto. Qui trovo il processo per arrivare a un numero che è davvero tuo.
Il metodo, passo per passo
1. Mappa i costi per immobile
Per ogni tipologia di immobile che gestisci, elenca: commissioni dei portali, costo delle pulizie (se non fatturate a parte all'ospite), canone degli strumenti (PMS, pricing dinamico, messaggistica) diviso per il numero di immobili, quota dei costi di cluster (persona che presidia la zona, spostamenti). Questo è il costo diretto che la commissione deve coprire prima di generare qualunque margine.
2. Metti a costo il tuo tempo operativo
Se rispondi tu agli ospiti, coordini tu le pulizie, aggiorni tu i prezzi, quel tempo ha un costo, anche se per ora non lo prelevi come stipendio. Assegna una cifra a quel lavoro, come se lo pagassi a un'altra persona. Se non lo fai, il margine che vedrai al punto successivo è gonfiato, e lo scoprirai solo quando dovrai assumere qualcuno per farlo davvero.
3. Aggiungi il margine target
Decidi quanto margine vuoi per immobile, non a sensazione ma in linea con l'obiettivo generale della tua azienda (i riferimenti di margine per immobile, tra 50 e 200 euro al mese a seconda dell'organizzazione, sono in Margine, non fatturato: le 4 leve). Costi diretti più margine target ti danno il fatturato minimo che ti serve da quell'immobile.
4. Traduci in percentuale e confronta col mercato
Dividi il fatturato minimo per il fatturato lordo atteso dell'immobile: ottieni la percentuale di commissione che ti serve. Confrontala con il minimo di mercato del 20% più IVA: se il tuo calcolo ti porta sotto quella soglia, è un segnale che i tuoi costi sono bassi o che stai sottovalutando qualcosa (spesso il tuo tempo, punto 2); se ti porta sopra, valuta se il servizio che offri giustifica il premio, o se conviene lavorare sui costi prima di alzare il prezzo al proprietario.
Cosa includere nella commissione e cosa fatturare a parte
Il criterio è la variabilità, non la comodità di "mettere tutto insieme". I costi fissi legati al servizio di gestione (risposta agli ospiti, gestione del prezzo, rendicontazione al proprietario) stanno dentro la commissione. I costi variabili legati all'uso specifico dell'immobile (pulizie, self check-in, foto per l'annuncio, interventi fuori orario) si fatturano a parte, altrimenti restano invisibili dentro la percentuale e rischiano di essere in perdita senza che nessuno se ne accorga, come spiego nel dettaglio delle pulizie in perdita in La dashboard dell'imprenditore immobiliare in 5 minuti.
Un prezzo unico o tariffe per fascia
Una commissione unica per tutti gli immobili semplifica la comunicazione: il proprietario sa subito cosa aspettarsi, e tu non negozi caso per caso. Tariffe diverse per fascia (dimensione dell'immobile, zona, livello di servizio) permettono invece di intercettare proprietari con esigenze diverse, a costo di una comunicazione più complessa. Nessuna delle due è sbagliata: quello che è sbagliato è decidere la tariffa durante la trattativa con il proprietario, invece che a tavolino, prima di parlare con chiunque.
Domande frequenti
Da dove parto per calcolare la mia commissione, non copiarla da altri?
Dai tuoi costi per immobile: commissioni dei portali, pulizie se non fatturate a parte, strumenti a canone, quota di costi di cluster. Su quel costo aggiungi il margine che vuoi tenere per immobile, e solo alla fine confronti il risultato con il minimo di mercato (il 20% più IVA sul lordo di cui parlo altrove) per capire se sei sopra, sotto o in linea.
La commissione deve coprire anche il mio tempo operativo?
Sì, ed è un errore comune non metterlo nel conto. Se non calcoli il tuo tempo come un costo (una cifra come se pagassi un'altra persona per farlo), il margine che vedi è falso: stai regalando ore all'azienda. Il conto va fatto come se il lavoro operativo lo facesse qualcun altro, anche se per ora lo fai tu.
Conviene avere una commissione unica per tutti gli immobili o tariffe diverse?
Dipende dal tuo modello, ma una tariffa unica semplifica la comunicazione col mercato mentre tariffe diverse per fascia di immobile (dimensione, zona, servizi inclusi) permettono di intercettare proprietari con esigenze diverse. Qualunque scelta, va decisa a tavolino, non caso per caso durante una trattativa.
Come decido cosa includere nella commissione e cosa fatturare a parte?
Il criterio è la variabilità: i costi fissi legati al servizio di gestione (risposta ospiti, pricing, rendicontazione) stanno nella commissione; i costi variabili legati all'uso specifico (pulizie, self check-in, foto) si fatturano a parte, altrimenti diventano invisibili e rischiano di essere in perdita senza che tu lo sappia.